DigIT@lia for talent: generare attraverso il digitale occupazione innovativa

“Sei giovane, intraprendente e con la passione per il digitale? Hai da tempo un’idea in testa ma non trovi le risorse per realizzarla? Lavori nel mondo della tecnologia e vorresti sviluppare un progetto nuovo?”: se la risposta a queste domande è positiva c’è un concorso, DigIT@lia for talent, davvero interessante. In palio 100mila euro per realizzare il vostro progetto. Sul bando, pubblicizzato anche su alcuni giornali a tiratura nazionale, si legge che ad “ottobre una giuria di esperti sceglierà le 3 idee migliori” assegnando: 10mila euro e un finanziamento di 100mila al primo selezionato, 5mila euro al secondo e 3mila al terzo. I primi tre vinceranno anche un business plan completo della propria proposta.

DigIT@lia for talent: il luogo dove le idee accadono

Le proposte progettuali dovranno rientrare in una delle sette aree tematiche previste nel progetto:

-Interazione, Controllo e Trasparenza nei Servizi pubblici

-Superamento del digital divide: e-learning e 2.0

-Infrastrutture di telecomunicazione

-ICT per il benessere sociale nel futuro

-Fabbriche digitali

-ICT e Disabilità

-Alfabetizzazione digitale

Possono partecipare al concorso tutti i cittadini italiani e stranieri domiciliati in Italia, che abbiano compiuto 18 anni. Le idee dovranno essere presentate entro il 30 giugno 2012 attraverso la piattaforma www.ideatre60.it. Per farlo è necessario registrarsi, accedere alla sezione Concorsi e seguire le indicazioni.DigIT@lia è promosso da Fondazione Italiana Accenture e Associazione Prospera (PROgetto SPERAnza) sulla piattaforma di innovazione sociale ideaTRE60, dedicata alle nuove idee per il settore ICT. Secondo i creatori “Il concorso intende stimolare la produzione di idee innovative capaci di generare occupazione per i giovani nell’Information & Communication Technology (Ict), ovvero, attraverso la valorizzazione del digitale. L’obiettivo, infatti, è quello di realizzare la migliore idea che, puntando su un asset fondamentale per lo sviluppo, possa contribuire a costruire un futuro migliore per il nostro Paese”. Speriamo che sia effettivamente così. Tutte le iniziative di questo tipo sono ben accette, specie dai giovani creativi. Le aziende interessate a divenire partner del progetto possono scrivere a info@prospera.it o a segreteria@fondazioneaccenture.it.

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Lavoro in Europa e nel mondo: le cifre della crisi

Sono solo sei le nazioni europee che dal 2007 hanno creato nuova occupazione. Si tratta di Germania, Austria, Israele, Lussemburgo, Malta e Polonia. Lo dice l’Ilo, Istituto Internazionale del Lavoro, in un dossier di cento pagine.

Europe Day 2008 in Foreign Ministry

La situazione italica

In Italia il tasso di disoccupazione attuale ha raggiunto il 9,7%. 2,1 milioni di senza lavoro in cui rientrano migliaia di giovani. Il 32,6% (35,9% per l’Istat) di questa fascia non lavora, la soglia è raddoppiata dal 2008. Ma a tutti questi andrebbero aggiunti anche 250mila cassa-integrati. Si tratta di cifre allarmanti. E in questo caso il detto “mal comune mezzo gaudio” risulta particolarmente amaro.

 

Dove NON andare in cerca di opportunità

In Europa, secondo Eurostat, le nazioni con il tasso di disoccupazione più elevato, e in cui al momento gli esperti sconsigliano di recarsi per cercare lavoro, sono: Spagna (24,1%), Grecia (21,7%) e Portogallo (15,3%). Non va tanto meglio, nell’ordine, in Lettonia, Irlanda, Lituania, Slovacchia e Bulgaria. Secondo l’Ilo, dall’inizio della crisi finanziaria (2007), mancano 50 milioni di posti di lavoro nel mondo. Le politiche del rigore peggiorerebbero le prospettive. In 26 dei 50 paesi sottoposti allo studio la poca occupazione creatasi è quasi sempre precaria.

 

Si può provare…

La qualità del lavoro però cresce in Brasile, Indonesia e Uruguay. Non proprio dietro l’angolo, certo. Ma si tratta di nazioni che richiedono lavoratori specializzati e che sono in forte crescita. Le nazioni europee in cui il livello di disoccupazione è più basso, secondo Eurostat, sono: Austria (4%), Olanda (5%), Lussemburgo (5,2%), Germania (5,6%), Repubblica Ceca (6,7%), Malta (6,8%). La Polonia, pur avendo creato nuove opportunità lavorative, è messa peggio del nostro paese, con un tasso del 10,1% di disoccupazione. Rimanendo in Europa si prevede che in Germania, entro il 2020, ci sarà bisogno, nel solo settore sanitario, di 800mila lavoratori qualificati.

 

Speranze e orientamenti

Quel che è certo è che la politica deve mettere un freno a questa situazione che altrimenti rischia di incancrenirsi. Tra le proposte più votate dai lettori di Corriere.it alla domanda “Che cosa bisognerebbe fare per rilanciare l’occupazione” la più quotata è stata quella di azzerare il cuneo fiscale per due anni, con il 34,4% dei voti, e, subito dopo, quella di scommettere su green economy e servizi alla persona, 28,1%. Il governo potrebbe partire da qui. Nel frattempo mi sento di darvi un consiglio, sempre valido in tutti gli ambiti della vita: impegnatevi al massimo delle vostre possibilità, non perdete mai la speranza e fate valere i vostri diritti. Nonostante tutto.

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3 consigli per quando non si viene assunti

Presentarsi per un posto di lavoro con il proprio Curriculum Vitae sono i tipici ritmi del mondo del lavoro, il classico rituale che a volte non paga nè le nostre speranze nè i progetti già pianificati a priori. Prima di lasciarsi abbattere dopo una serie di “no, spiacenti ma..” oppure lunghissimi silenzi, ecco alcuni consigli per guidare la propria intrapendenza verso il percorso della nostra carriera.
Yahoo! Vacancy - Yahoo assume personale a San Francisco

Conoscenza dei propri errori

Tra le cose più importanti è riuscire a capire cosa sia andato storto nella domanda di lavoro. Certo, non sempre è una cosa facile, ma è significativo ritentare di nuovo. Se non si ha avuto una motivazione sufficiente, online o per telefono, il consiglio è di mandare una email al personale di assunzione per chiedere un feedback, il responso da parte sua. Dite il perchè del desiderio di avere un certo incarico nell’azienda e che tipo di qualifica o esperienze richiedono per per una futura domanda di lavoro. Questo tipo di approccio è molto utile, più specifico della classica risposta “abbiamo scelto qualcuno piu’ qualificato o con piu’ esperienza”. Se tutto va bene è possibile capire e trarre dalle conclusioni, per esempio, una mancanza di esperienza in qualcosa per loro fondamentale, oppure solo il colloquio in sè non è stato uno dei migliori.

Focalizza le tue abilità

La chiave sta nel capire i propri interessi, i propri punti forza e le proprie motivazioni. Ciò che ci ha colpito di piu’ e siamo riusciti a dare il meglio può essere un tipo di ambiente o settore, oppure la capacità di sviluppare competenze specifiche? Questa consapevolezza aiuta ad individuare dei ruoli nel posto di lavoro che soddisfano le nostre esigenze.

Crea un piano B.

Soprattutto se si è nella fase iniziale della carriera e generalmente è difficile sapere al 100% quello che si vuole fare. Questa opzione, che comunque avrà una certa appartenenza alla proprie competenze, avrà prima di tutto la qualità di sfruttare il tempo. Se con la vostra prima scelta accadono intoppi, tempi morti o il lavoro è saturo, il piano B può risolvere la situazione: si ottimizza il tempo e se va in porto, si avranno comunque contatti con chi di interesse e ci si mantiene visibili. Quando i tempi saranno maturi, le situazioni sbloccate ecco che il piano A riafforerà e la strada sarà già un po’ spianata dalla vostra esperienza.

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Come trovare lavoro in uno ostello

Se avete scelto di trasferirvi in un Paese straniero sono tre le prime cose che cercherete: un  posto dove dormire, degli amici con cui uscire ed un lavoro per pagarvi l’alloggio e le serate con i suddetti amici.

Lavorare nel bar del Ostello Saint Christophers ad Amsterdam

Lavorare nel bar del Ostello Saint Christophers ad Amsterdam

Un letto in ostello è sempre stato e sempre sarà il punto di partenza per molti che hanno compiuto questa scelta, anche per il fatto che può fornire i tre elementi appena elencati con relativa facilità. Però, se per avere un letto basta pagare, ed in genere non è che una manciata di euro, e per farsi degli amici basta andare in una zona comune e rompere il ghiaccio tra una birra ed un racconto di viaggio, trovare lavoro in un ostello può non essere così immediato.

Quando cercare lavoro?

Sebbene prenotare un ostello in anticipo sia consigliabile (io in genere uso qualche portale di prenotazione online, tipo HostelBookers), non penso di poter consigliare la pratica di mandare CV a raffica via mail prima del vostro arrivo. Spesso vengono ignorati a favore delle persone che si presentano
direttamente.

La reception dell'ostello Cowgate ad Edinburgo

La reception dell'ostello Cowgate ad Edinburgo

Il periodo migliore per cercare lavoro in un ostello è in genere prima dell’estate. Dipende dalla vostra destinazione ma in genere gli ostelli ricercano il loro personale fra marzo e giugno in modo di avere lo staff completo pronto ad accogliere i turisti per l’alta stagione.

Le mosse indispensabili

La prima cosa che consiglio per trovare lavoro in ostello è fare amicizia con il personale. Se consegnate un curriculum saranno loro a girarlo al manager, quindi la prima selezione sta a loro: se la prospettiva di lavorare con voi non è entusiasmante il CV potrebbe finire cestinato.
Per questa ragione cercate di non essere troppo insistenti, purtroppo in molte città si diventa un po’ sospettosi: se vedete che in un ostello proprio non funziona spostatevi in un altro.

La caffeteria dell'Ostello Shining di Dublino

La caffeteria dell'Ostello Shining di Dublino

Scegliete ostelli privati, quelli delle grosse catene hanno spesso lunghi e lenti iter per approvare le assunzioni, quelli privati sono meno formali e sono in genere molto più orientati alle feste…Siccome non vi arricchirete certo lavorando alla reception di un ostello, tanto vale ottenere il massimo dall’esperienza e divertirsi!

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Cercare lavoro non è solo guardare gli annunci

Sfortunatamente la situazione attuale non è la migliore e i posti di lavoro disponibili sono scarsi in confronto all’offerta. Adzuna raccoglie offerte di lavoro (per ora è disponibile sola una versione in inglese) da diverse agenzie di collocamento e le riunisce in un solo sito.

Tuttavia la ricerca del lavoro non porta buoni frutti se si risponde solo agli annunci di lavoro, ecco alcuni consigli che puoi subito mettere in pratica per aumentare la probabilità di ottenere un nuovo impiego:

1) Le pagine gialle

Le pagine gialle contengono liste di aziende divise per settore. Se hai esperienza nel settore enologico, tra le aziende vitivinicole puoi trovare il tuo impiego

Siamo decisamente tecnologicamente avanzati e tutto passa per Internet e Facebook ma la vecchie Pagine Gialle sono piene di contatti di lavoro! Riconosciuta la tua specializzazione passa a settaccio le aziende che possono essere interessate a ciò che fai. In particolare è essenziale avere il primo approccio al telefono, chiedendo gentilemente di parlare con un addetto al personale (su Linkedin che registra 2 milioni di utenti italianio  potete trovare talvolta i nominativi da contattare) e presentandosi con nome e cognome e massimo interesse nel lavoro. Ricordati che hai poco tempo per riassumere la tua esperienza e professionalità e per richiedere un indirizzo e-mail dove inviare il tuo curriculum vitae.

 

2) Il Curriculum è online con LinkedIn

Contatti Linkedin

Non sto dicendo che la tua pagina Facebook è il tuo curriculum, anzi forse raccoglie un pò il tuo stile di vita e la tua attitudine. Un profilo su Linkedin invece ti permette di mostrare agli utenti registrati la tua professionalità e i tuoi studi. Inoltre ti puoi iscrivere a gruppi di discussione sul tuo settore entrando in contatto con i datori di lavori.

 

3) Gli amici di Facebook

Su Facebook è possibile inserire dove lavori, ecco che i tra i tuoi amici puoi trovare referenze e opportunità. Spesso hai perso di vista quel tuo caro amico delle elementari che ora lavora nel tuo settore e di cui è bene riprendere i contatti. Procedi con gentilezza nei suoi confronti, magari un invito per un caffè o una chiamata.

 

Hai altri consigli per la community di Adzuna?

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Come non vestirsi a lavoro

È finito il periodo delle imposizioni sull’abbigliamento di lavoro? Se negli anni 60′ esistevano alcune regole non scritte, quando in televisione la minigonna era vietata (merito dall’atmosfera politica e culturale dell’Italia di quei anni), ora vige soprattutto un codice della propria industria, quindi avvocati e banchieri in giacca e cravatta mentre in altri uffici nei settori di media e pubblicità vi sono meno condotte.

Volendo dare dei consigli sinceri su come non vestirsi, Adzuna propone una serie di magliette simpatiche che potrebbero costarti il posto di lavoro.

Come dire al tuo capo che non stai dando il massimo di te stesso

Come dire al tuo capo che non ti stai impegnando abbastanza? Questa maglietta ti aiuterà!

Il tuo capo passa la maggior parte del suo tempo a guardarti invece che a parlare di affare

In ufficio il direttore continua a fissarti e farti occhiolini. Indossa questa maglietta e fagli capire che le donne hanno una professionalità e non solo quello che lui pensa..

Un riassunto della vita secondo il lavoratore insoddisfatto

A lavoro nulla funziona, non hai le responsabilità che ti spettano, il tuo pc è infestato dai virus e il tuo collega fa il solito scanscafatiche della situazione. Questa è la maglietta per te.

Dio mi salvi dal lavoro

Alcune settimane non riservano buone sorprese. Se la comunicazione verbale non funziona ecco cosa devi indossare.

Lavori e sei su Facebook contemporaneamente

Facebook rende il lavoro più divertente? Dillo chiaramente al tuo manager che solitamente passa a controllare dalla tua postazione nell’attesa di scoprirti a condividere articoli come questo sul social network.

Condividi questo articolo su Facebook per sentire cosa dicono i tuoi amici su queste curiose magliette!

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I 10 peggiori lavoratori nella storia – dopo il capitano

Questo mese ha visto entrare nella guiness dei peggiori lavoratori della storia un capitano. Dopo aver sbattuto su uno scoglio devastando una nave da milioni di euro, scappa a riva lasciando nell’incertezza e pericolo tutti i suoi passeggieri e si ritira in hotel per una pennichella. Adzuna presenta una serie di altri cattivi esempi che hanno pagato caro la loro irresponsabilità perdendo il lavoro e la reputazione:

1. L’insegnante che consegna al bambino delle elementari un suo dvd porno amatoriale.

Crystal Defanti insegna in California alle elementari e consegna un DVD con le memorie della classe inserendo un video porno accidentalmente. Lo sbaglio viene scoperto solo dopo la consegna agli studenti e alle loro famiglie che tra foto delle gite e delle cene hanno avuto a che fare a una “lezione” di educazione sessuale.

 

2. Il politico che guarda siti porno in parlamento

In passato due volte Sindaco di Bari, il parlamentare Simeone di Cagno Abbrescia si concesso un po’ di relax tra una escort e l’altra ed è stato beccato dai fotografi di Oggi mentre guardava un catalogo di “donne da accompagnamento” sul suo Ipad.

 

3. L’agente di sicurezza aereoportuale che ha rubato 200.000 dollari di oggetti dalle valigie e li ha rivenduti su Ebay

L'agente di sicurezza aereoportuale che ha rubato 200.000 dollari di oggetti dalle valigie e li ha rivenduti su Ebay
Pythias Brown fu sorpreso mentre rubava dalle valigie dopo il check-in all’aereporto di Newark in New Jersey. La sua carriera è coronata da bonus di migliai di dollari con grandi trofei come 2 telecamere gentilemente “donate” da due compagnie televisive in viaggio. Scoperto da una delle sue vittime viene che nota una delle sue proprietà in vendita su eBay la polizia viene a scoprire 66 fotocamere, 31 portatili, gioeilli e molto altro nella sua casa.

 

4. I due impiegati che insultavano i loro capi su Facebook durante le ore di lavoro
“Ecco due stronzi” e “lo portiamo in tribunale” sono due dei commenti ad opera di questi impiegati modello che hanno creduto male di passare inosservati. Per uno è scattato il licenziamento e per l’atro la sospensione dal lavoro e la trattenuta della retribuzione per dieci giorni.
5. Il dipendente di Blockbuster che si infligge dei tagli per non andare a lavoro
Il dipendente di Blockbuster che si infligge dei tagli per non andare a lavoro

Una vicenda complicata che sembra pianificata nei minimi dettagli. Dopo aver fatto un’incidente con il suo skateborad, il ragazzo sostiene davanti alla pozia di essere stato picchiato. Quando inizia l’indagine sul caso i poliziotti non trovano prove, ecco che il dipendente deve ammettere di essersi inflitto ripetutamente con il suo stesso coltello.

 

Qualche tuo collega ha fatto qualcosa di eccezionale come loro, segnalalo nei commenti e condividi questo articolo su Facebook

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Ecovillaggi e co-housing: una risposta creativa alla crisi economica e sociale

La crisi economica che ha colpito l’Italia e il mondo sta incidendo concretamente non solo sul nostro portafoglio ma anche sul nostro stile di vita. Ad un collasso del sistema economico – e quindi del lavoro – sta facendo seguito una crisi sociale. La risoluzione del problema economico è lontana e incerta, nelle mani più della finanza e del mercato che dei governi. Nel frattempo, l’attesa di un futuro migliore sta costando caro ai cittadini, che non hanno altra prospettiva se non quella di sperare che il sistema capitalistico, ormai al collasso, si risollevi.

Temescal Creek Co-Housing Community, Oakland CA

Una risposta alternativa alla crisi, viene però offerta con discrezione dal fenomeno degli ecovillaggi e co-housing, presente in Italia da più di trent’anni, ma ben più diffuso all’estero, specialmente in nord Europa e Stati Uniti.

Parafrasando la definizione data dal GEN, Global Ecovillage Network, gli ecovillaggi sono comunità urbane o rurali nate con l’idea di integrare un ambiente sociale accogliente con uno stile di vita a basso impatto ecologico. In altre parole, ‘vivere meglio, spendendo meno’. Gli ecovillaggi sono realtà che tendono ad essere il più autosufficienti possibili dal mercato economico, cercando al contempo di ridurre gli sprechi. Sono infatti promotori di metodi di agricoltura e allevamento biologici, energie rinnovabili, autocostruzione e architettura ecologica.

Alla volontà di autosufficienza si unisce però anche la collaborazione con le amministrazioni locali, organizzando incontri, laboratori aperti al pubblico e mercati biologici.

Inoltre, laddove vi siano bambini che risiedono in ecovillaggi, si osserva un’interessante collaborazione con le scuole locali, che danno la possibilità di frequentare sia le scuole pubbliche che la scuola auto-organizzata dall’ecovillaggio interessato.

Tra gli ecovillaggi più longevi che hanno fatto storia in Italia, spiccano Damanhur in Piemonte, la Comunità degli Elfi in Toscana, Urupia in Puglia e Torri Superiore in Liguria. Sono realtà radicalmente diverse tra loro in quanto a organizzazione e orientamento politico-religioso, ma hanno in comune l’intento di offrire una risposta alternativa alla crisi socio-economica Italiana.

Diversamente dagli ecovillaggi, il fenomeno delle cohousing in Italia è meno diffuso e più recente. Le co-housing possono essere sinteticamente ben definite come una particolare forma di vicinato. La prima nacque in Danimarca negli anni ’60 da un gruppo di famiglie. Poichè il tempo da dedicare ai figli e alla casa era spesso sottratto dal lavoro, il loro intento fu quello di costruire un contesto comunitario di sostegno, dove potersi aiutare l’un l’altro. Le cohousing oggi, di dimensioni ridotte rispetto agli ecovillaggi, consistono solitamente in condomini o case a schiera, organizzate in modo da avere degli spazi in comune, come la cucina, il soggiorno, la lavanderia e beni di consumo come le auto. Le persone che vi abitano si organizzano spesso a turni per cucinare, seguire i figli propri e altrui, badare alla propria casa e agli spazi comuni. Organizzandosi così a turni e condividendo spazi e beni riescono a ridurre notevolmente i costi, avendo di contro più tempo libero. Ad esempio per andare al lavoro è uso comune organizzare il car-sharing,ottimizzando i posti del veicolo e risparmiando il carburante che si spenderebbe se si usassero più macchine (per non parlare dei costi dell’assicurazione). In Italia il fenomeno è ancora giovane ma se ne possono vedere i frutti in cohousing come quella di Urban Village Bovisa, a Milano, attiva da due anni o seguendo il progetto Ecoabitare a Roma.

Hagley Road West, Bearwood - Reduce Congestion - Car Share Sandwell - sign

Ecovillaggi e co-housing risultano così, a distanza di decenni, una risposta alternativa concreta alla crisi del mondo del lavoro e del tessuto sociale, dedita alla cooperazione e condivisione ai fini di uno sviluppo collettivo. Essi offrono infatti un punto di vista che travalica l’ottica dell’ideologia liberale del lavoro, che ha iperstressato l’individualismo e la competizione, rendendoli da sani e stimolanti a insostenibili e oramai inapplicabili perfino sul mercato.

Per maggiori informazioni:

Global Ecovillage Network (GEN): www.gen.org

Rete Italiana Villaggi Ecologici (RIVE): www.mappaecovillaggi.it

Cohousing in Italia e all’estero: www.cohousinginitalia.itwww.cohousing.it

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Mestieri più richiesti nel 2012

In tempo di crisi ogni lavoro che passa tra le mani è oro colato e persino gli universitari iniziano a scegliere il proprio futuro in base alle previsioni di impiego, spesso rivelatesi una bufala, dei cinque/sei anni successivi.
Cosa ci regalerà il 2012? Quali saranno i lavori più gettonati del nuovo anno? Scopriamolo insieme…

Mestieri del 2012

1) il Mediatore: aperto a tutti i laureati in Giurisprudenza, è la nuova figura che nel 2011 acquisterà sempre più peso, visto che prima di andare in Tribunale sarà, per molti casi, necessario tentare prima di risolvere la questione con una conciliazione. Basta un corso e una iscrizione in un organismo di mediazione et voilà, una nuova carriera è davanti ai vostri occhi.

2) Consulente fiscale: il settore del contenzioso tributario è sicuramente da sfruttare, per coloro i quali riescano a far pagare al proprio cliente, legalmente, meno tasse possibili e consentendo piuttosto di investire per ammodernare la propria attività.
Settore ancora più interessante se consideriamo le laute parcelle di questi professionisti: insomma, a fronte di un alto risparmio stanno ricavi professionali non indifferenti! Unico inghippo: normativa che cambia di continuo e grande attenzione alle novità, che in questo settore sono spesso fondamentali…

3) Fisioterapista: scordatevi l’idea del vecchio “massaggiatore” che veniva a casa quando qualcuno aveva un dolorino imprecisato. Oggi laurearsi in fisioterapia è sempre più difficile ma è garanzia quasi immediata di lavoro, sia in strutture pubbliche che in private, oltre che alla possibilità di fare pure un po’ di libera professione extra. I vantaggi più grandi, oltre a questo? La formazione ulteriore, dato che le scuole di osteopatia (costose, ma di alto livello) sono uno sbocco interessantissimo per elevare la propria professionalità ed avere capacità non solo di fare le terapie richieste, ma mettersi in condizione di risolvere autonomamente moltissimi problemi dei dolorini quotidiani.

4) Il copywriter: fantasiosi pubblicitari venite a noi! Ormai l’imperativo di ogni azienda è farsi conoscere sul mercato e quindi vendere i propri prodotti, perciò una buona pubblicità (possibilmente innovativa) è l’arma su cui si può puntare sia in termini strategici che di risorse…
Creativi di tutto il mondo unitevi e iniziate le competitions per le campagne pubblicitarie: certo, il team richiede perlomeno un account manager ed un grafico, ma il cuore del progetto lo svolge il copywriter.
Non sono richieste particolari capacità, solo una forte creatività e la capacità di tradurre il pensiero in azione, dedicandosi al destinatario finale del proprio messaggio pubblicitario.

5) l’Urban Stylist: piovono ormai nelle città europee le mode di T shirt non griffate, ma con frasi ed immagini particolari che sono prese dalla rete internet, da film o telefilm di culto, da messaggi di vario genere destinati ad una fazione rivale (molto spesso uomo/donna…).
Non è difficile crearne di proprie, basta un po’ di inventiva e un po’ di fortuna per diffonderle, ma il capitale richiesto per iniziare questa avventura è pressoché minimo… Va detto che partendo così alcuni gruppi di giovani europei o italiani si sono fatti un nome ed una realtà, aprendo poi dei veri e propri marchi commerciali con relativi negozi: se non è di buon auspicio questo…

6) Il programmatore di App: oggi tutti possiedono uno smartphone e non si fa altro che andare su Apple Store o Android Market alla ricerca del programmino o del gioco più innovativo per il proprio telefono.

Avete mai pensato di creare VOI le vostre App e poi metterle sul mercato, guadagnandoci pure sopra??? Più semplice che creare un software per PC, un mercato in crescita, milioni di potenziali clienti… Un pensierino, per gli amanti della programmazione, sembra davvero il caso di farcelo…

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Intervista ad Alberto Cabodi, giovane imprenditore italiano

Negli ultimi tempi si parla spesso di internet e tecnologia, settori lavorativi in grande crescita. Per la prima intevista della serie “giovani imprenditori” abbiamo interpellato Alberto Cabodi che si occupa di comunicazione online e che ci parla della sua azienda, il suo percorso formativo e dei suoi gadget geek preferiti.

1. Ciao Alberto, grazie per averci dedicato 5 minuti del tuo prezioso tempo per questa intervista. Racconta un po’ ai lettori di Adzuna dei tuoi progetti lavorativi e di come sei arrivato ad aprire la tua azienda all’età di 23 anni.

Alberto Cabodi, giovane imprenditore italianoCiao a tutti. Beh progetti ce ne sono sempre tanti. Il web e le nuove tecnologie offrono di continuo nuove e stimolanti opportunità, forse troppe. La mia principale attività è di confrontarmi con i clienti che hanno necessita di comunicare, in particolar modo nel mondo digitale.  Ho studiato Scienze della comunicazione  e ho preso la specializzazione in “Comunicazione nella società dell’informazione”, indirizzo più tecnico dei tre all’epoca proposti. Durante la specialistica ho conosciuto quella che ora è la mia socia con la quale, una volta laureato, ho aperto l’attività.

2. Tra i progetti in corso, parlaci di quello che ti entusiasma di più

Abbiamo diverse collaborazioni che ci stanno portando belle soddisfazioni. Ci sono anche molti progetti personali che vorrei portare avanti, ma il tempo e le risorse al momento sono limitati, quindi è meglio concentrarsi sulle cose più importanti.
Tra quelli avviati è www.differenzatra.it, sito che mette a confronto due termini spiegandone le differenze in modo semplice e non troppo specifico, a darmi le maggiori soddisfazioni. La qualità dei contenuti, l’impegno e la costanza nell’aggiornarlo stanno dando ottimi risultati. Sono proprio curioso di come si potrà evolvere.

3. Considerando la tua carriera quali sono i consigli che daresti ai giovani che vogliono apripre una azienda legata al web?

Che le aziende e le persone con le quali vi interfaccerete non sempre masticheranno la tecnologia come farete voi. Dovrete avere pazienza e ascoltarli, spiegargli in modo semplice le risorse che il web offre. In questo modo li renderete più sicuri e si fideranno molto di più dei consigli che gli darete. Inoltre non svendetevi. Sviluppate la capacità di capire la qualità dei servizi e dei lavori che offrite e fatene punti forza. Il web è pieno di ciarlatani e a lungo andare chi lavora bene emerge.

4. Internet sembra essere un terreno ricco di opportunità, l’Italia è il primo per tempo trascorso su Facebook e presenta una alta diffusione di smart phone. Cosa pensi della situazione dell’imprenditoria italiana verso le nuove tecnologie? Sono preparati ad utilizzare il web per aumentare I loro guadagni e per investire su progetti come il tuo?

L’Italia aziendale sta lentamente capendo quale sia l’importanza di comparire almeno su Google. Non riesce ancora, secondo me, ad afferrare le potenzialità di una comunicazione di qualità, del commercio online e della gestione dei contenuti. Vedo l’Italia “privata” abbastanza in ritardo. Facebook si sta trasformando in “para-web”. Molte persone usando il 90 % del loro tempo online sul social network blu perché li sopra trovano tutto ciò che li soddisfa. E’ come se non avessero bisogno di tutto il resto della rete. Si, abbiamo anche moltissimi smartphone, ma sono per la maggior parte in mano a persone che comprano un telefono da 600 euro per giocare ad Angry Birds. Una grande percentuale non ha neanche la connessione mobile.

5. Se dovessi essere tu ad investire in una giovane tech start up italiana su chi scommetteresti?

Su chi propone nuove soluzioni per lo streaming di contenuti multimediali. Una delle reali risposte al problema del copyright.

6. La tua applicazione preferita per lo smartphone?

Al momento Whatsapp e Grooveshark.

7. Il regalo tecnologico del Natale 2011?

Sono rimasto molto affascinato dal Samsung Galaxy Note. L’idea di poter disegnare e interagire con le foto, le schermate e le note sia con le dita che con un pennino evoluto mi affascina molto.

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