D’improvviso la laurea (in giurisprudenza) e poi tutto si azzera, immancabilmente di nuovo. Mamma e papà sono orgogliosi e già ti vedono con la toga per i tribunali, la nonna invece si preoccupa di più di dire alle sueamiche che suo nipote è laureato. La strada per diventare avvocati passa per due anni di praticantato e poi un esame di Stato dove è lafortuna l’arma principale del candidato: le leggende metropolitane sono su gente che le tracce le ha già e difigli della serva il cui compito non viene nemmeno letto. Faranno ricorso, pensano un po’ tutti, no? Appunto, NO, perché se anche il ricorso lo vinci ti ammettonoall’orale e in quella sede, proprio perché hai osato chiedere alla Commissione di leggere il tuo compitoscritto, sarai immancabilmente sottoposto a domande impossibili e all’inevitabile bocciatura. Ma veniamo invece a quello che sta PRIMA di questo salto nel buio che è l’esame di Stato per diventare finalmente Avvocati…
Mandi il tuo curriculum a destra e a manca, in tutti gli studi possibili, dove talora vieni anche convocato perun colloquio conoscitivo e, non di rado, vieni pure interrogato su qualche materia: ti sei appena laureato,non vorrai mica che ci si fidi delle tue capacità! Ad un certo appunto vieni assunto e ti sembra ti toccare il cielo quando ti ventilano pure l’idea di darti pureun compenso, dopo un breve periodo di assestamento iniziale. Ti senti già Perry Mason, già al di fuori deiproblemi dei tuoi amici diplomati e senza lavoro, tu grande avvocato che –come hai sempre sentito dire-inizierai già a guadagnare tantissimo.
Il regolamento degli Ordini Professionali, peraltro, dice anche che al Praticante va riconosciuto il rimborsodelle spese sostenute e pure, dopo un iniziale ambientamento, un compenso proporzionale all’operaprestata. Fantastico, pensi tu leggendo e interpretando con gli occhi del giovane emozionato! La realtà però è assai diversa e tutti i tuoi colleghi più esperti già lo sanno e ti deridono..
Il praticantato saranno due anni difficili e amari, dove sarai sempre convinto di essere un pesce fuoridall’acqua e i tuoi capi faranno di tutto per farti sentire inetto, incapace ed inferiore. Due anni dovelavorerai tra le 8 e le 10 ore al giorno (anche se in alcuni studi potrai pure farne di più e non conoscerai domeniche), due anni di critiche e rimproveri, due anni di “potevi farlo meglio”, due anni dove leprime “paghette miserrime” le vedrai sì e no dopo un anno e sufficienti a malapena a coprirti benzina etelefono.
Due anni dove avrai la coscienza di fare un mestiere difficile e, a dispetto di quanto pensavi, ad altissima insolvenza dei clienti. Imparerai la giungla anche tu, le liti tra colleghi, i giochi sottobanco e i gruppi dipotere. Imparerai in due anni un po’ di tutto questo, stringendo i denti in attesa che la ruota giri e anche tupossa finalmente farne parte dall’altra parte della barricata. Non ti lamentare, è sempre andata così…
