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Sono io che comando!

chi comanda in azienda

Lavoro in una multinazionale con sede operativa a Milano, impiegato nell’ufficio acquisti da ormai tre anni. Credevo che nella struttura aziendale fosse sempre il direttore a comandare e a sapere di ogni foglia che si muoveva, ma mi sbagliavo..

Il direttore ci mette la faccia e basta, dietro alle cravatte nuove di seta e alla elegante firma sulle circolari interne, ma il lavoro, quello vero, lo facciamo noi dietro i vari banconi. Chi però in realtà davvero ha il Potere negli uffici sono le segretarie e le centraliniste, che a dispetto di funzioni apparentemente semplici sono decisive nella risoluzione di qualsiasi problema.

Il mio professore di italiano del liceo sintetizzava la situazione più o meno così: nelle grandi aziende il dirigente sa un po’ di tutto, il tecnico tutto di un po’, la centralinista tutto di tutti. E proprio dalle centraliniste conviene andare per sapere i dati fondamentali, se la collega della stanza 4 si è finalmente lasciata col fidanzato, se il capo dell’ufficio marketing se la fa davvero con la tua dirimpettaia, se è vero che a breve ci saranno ristrutturazioni aziendali o semplicemente domattina puoi arrivare un’ora dopo perché tanto fanno riunione ai piani alti e non si accorgono più di nulla.

Trattarle bene è un’arte necessaria quanto difficile, nascoste come sono dietro quei loro occhiali che coprono una noia infinita: il consiglio spazia dalla quotidiana parola gentile fino al cioccolatino riparatore quando l’informazione è strettamente necessaria.

Le segretarie, invece, appartengono ad un rango un po’ superiore, dove ad apparenti compiti di scrivania si associano poteri infiniti sia per le determinazioni più immediate che per i “metterci una buona parola”. Strettamente a contatto con dirigenti e direttori, sono loro il grimaldello più efficace per ottenere nell’ordine:

  1. Permessi di vario genere e natura
  2. Le agognate ferie in agosto e non a metà aprile
  3. Informazioni riservate o riservatissime
  4. Feedback sull’opinione del capo sul proprio lavoro
  5. Vantaggini vari miseri e limitati ma di gran soddisfazione per il proprio orgoglio e disagio per il collega più odiato

La morale del lavoratore attento insegna quindi a usare parole verso l’alto e fatti verso il basso: cioccolatini e pensierini possono essere la chiave che apre qualsiasi serratura, persino per le richieste più difficili…